I risultati elettorale del 6 e 7 Giugno possono considerarsi ancora una volta "decisivi" per la comprensione di un tempo come il nostro che nella storia ha qualche riferimento ma nulla di simile. Questa decisività è data da un insieme di questioni.
In tutta Italia il numero di votanti è precipitato. Questo è allarmante! Se prendiamo in esame i dati del solo Comune di Roma, soltanto nella capitale metà città non ha votato. Hanno votato in 1.300.000 circa a fronte di 2.300.000 cittadini con diritto. Un milione di voti in meno.
Il Pdl si ferma al 36%, che comunque è un buon risultato, anzi! Il Pd non va oltre il 26%. La Lega il 10%, l'Italia dei Valori l'8% e l'UdC il 6%. Una notizia altrettanto sconcertante è l'esclusione del Partito Comunista dai seggi di Strasburgo del Parlamento Europeo.
La Sinistra ha subito la sua Canne, ma la vittoria del Pdl a me sembra una vittoria di Pirro.
Mancano politici italiani seri, chiari, onesti.
La politica italiana è assolutamente ingrigita dalla bassezza e dall'oscurità morale della società laicizzata. Il Vaticano non ispira partiti seriamente cristiani.
La crisi economica è figlia di una crisi di coscienza avvenuta negli anni '90 ed amplificata dalla guerra, dal benessere, dall'avere tutto, dai referendum scabrosi che hanno dato via ad aborto e divorzio.
La famiglia non esiste.
Allora la mia domanda è questa. Crediamo all'Europa? Io credo che la scarsa partecipazione italiana dimostri chiaramente che non interessa più di tanto. Ma questo non può essere del tutto esatto. Si votava anche per provinciali e comunali. Quinidi il problema è morale, ancora. La coscienza del voto. L'Europa subisce solo questo dato.
L'Italia, ma in genere tutti i popoli europei, non crede più nell'Europa come istituzione una e garante dei diritti, delle libertà, della civiltà di tutto il continente.
Insomma, per quel che diceva Gramsci, cioè la sedimentazione della storia, la profonda distanza e la vanità dei popoli europei, ancora nel 2009 non ci sentiamo pienamente europei. L'Euro, poi, il massimo tentativo di aggregazione svolto sinora è stato un boomerang. All'inizio saluto calorosamente ora additato a "causa" della crisi economica. Naturalmente dissento profondamente da analisi simili ma esse sono ben radicate.
A quale Europa crediamo? Quella degli estremismi? Be', risposta parziale. Quella dei partiti estremisti, radicali, violenti, autoritari di destra: un esempio la Lega. Poi a quelli moderati di Centro: un esempio l'Udc. Infine la frammentazione della Sinistra è come vedere una lenta alba tramontare, il Titanic finire la sua gloriosa corsa sotto le stelle algide delle fredde acque del Polo Nord, la distanza tra realtà e sogno una volta svegliatici.
LA Sinistra moderata è risibile. Tiene ma non convince. La Sinistra estrema è stata addirittura cassata, cancellata. Da chi? Non da squadracce fasciste ma dalle politiche degli anni '90. Dagli anni di Bertinotti, dall'ipocrisia, dalla distanza dalla povertà vera. Si è autocancellata. La Sinistra italiana, al di là della mancanza di un leader carismatico, trovo che abbia profonde questioni di rettitudine, di stimolo, di meta da risolvere. I tempi da guardare dritti negli occhi. Le mani per riappropriarsi di quell'operosità che un giorno la portò al governo di coalizione, all'indomani della guerra e prima di una più che possibile rivoluzione.
Oggi di tutto ciò non è rimasto nulla. Solo una chiusura ideologica spaventosa e retrograda. Ma in questo, il Paese della storia, impara dalla storia ripetendo sempre la stessa storia.
Vito Lorenzo Dioguardi
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lunedì 8 giugno 2009
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NUOVO CRISTIANESIMO
Chi crede in me, non crede in me ma in Colui che mi ha mandato; chi vede me, vede Colui che mi ha mandato (Gv,12, 44-45)
Il blog di analisi, discussione e confronto sulla tradizione, la storia e la filosofia cristiana. Per ritornare alle origini di un pensiero e di un'azione che hanno rivoluzionato il destino dell'umanità.